Scultura

Sono migliaia di anni che l’uomo realizza oggetti a partire dall’argilla. L’atto creativo di plasmare questa materia è talmente primordiale da essere usato come metafora della creazione. Ritrovarsi nelle mani questa capacità antichissima porta a sentirsi piccoli continuatori di una tradizione millenaria. Cerco di realizzare -pur restando nell’ambito figurativo- una geometrizzazione delle forme che poi non è distante da quello che ho fatto nei miei lavori d’illustrazione più personali, come la serie degli animali compassati. In genere uso dipingere l’argilla dopo la cottura nel forno quando è diventata terracotta.
Utilizzando degli stampi fatti realizzare da laboratori specializzati ottengo poi dei multipli che mi permettono di abbassarne il costo. Gli stessi stampi poi possono essere utilizzati per realizzare sculture anche in vari altri materiali.

Ci sono poi altre mie opere tridimensionali nelle quali, assemblo materiali artificiali, come la spugna sintetica (schiuma di poliestere) e naturali, come legno e cartone. Cerco così di presentare in modo plastico il rovesciamento della situazione che aveva caratterizzato la terra dai tempi dei primi ominidi fino a meno di un secolo fa: l’uomo di fronte a una natura che lo sovrastava. Oggi viviamo una situazione capovolta dove è la natura ad essere assediata dall’uomo. Per evidenziare questo paradosso, in queste opere è proprio l’animale a essere fatto di materia innaturale. Una cassetta di legno, una teca di plexiglas o un vaso di vetro spesso li isolano, un po’ come nei diorami dei Musei di Storia Naturale. Che questa sia una protezione o un’oppressione, la sostanza non cambia.

Daniele Nannini - Via del Campuccio 14 - 50125 Firenze - tel: 340 8528900
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